La storia di noi 4

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By F. Guzzardi : “Il Pacco”

La verità si dice, è quella in bocca ai bambini o ai folli. Gli unici detentori di questa virtù, gli altri, gli adulti, la hanno perso da tempo. 

Le strade degli esseri umani si dividono spesso per poi ritrovarsi, magari in opposte fazioni con punti di vista estremamente diversi. 

Le bombe cominciavano a scoppiare a volte per pure caso, vista la poca dimestichezza degli “operai” più abili a manovrare pezzi metalmeccanici che bombe. Bisognava essere “impegnati” a tutti i costi, il qualunquismo non era piu` accettato e non lo era neanche chi non portava il simbolico basco da semi guerrigliero: Che Guevara, Cuba, L’oscura Unione Sovietica, la cupa Cina e la Germania est, terra di spie e perseguitati, assunsero la luce che non gli competeva. Accecati uomini e donne rivendicavano il loro ruolo nella società, come sempre accade per cicli generazionali, con apparenti ragioni svalutate dal tempo.

I figli dei borghesi si ribellarono al mondo o forse ai loro padri? 

Crescevano le distanze fra “le razze padrone” e gli operai. I primi colpevoli di essersi arricchiti grazie allo sfruttamento dei secondi.

Aldo Fioravanti camminava solo quel giorno, lo videro alla stazione di Bologna, con un pacco in mano. Erano le sette del mattino, era di agosto, i pendolari, pochi, si apprestavano a salire sul diretto per Milano. La ragazza, lei aveva circa 20 anni o forse meno. Si seppe poi, che veniva da Trento, senza fissa dimora, probabilmente appartenente a “Lotta Continua”.

L’uomo con il vestito grigio e il pacchetto di MS in mano si avvicinò solo per un attimo ai due. Li videro scomparire all’ingresso del vagone numero quattro, pochi fecero caso ai movimenti quasi impercettibili dei tre.