La Storia di noi Parte 2

libro

“La Storia di Noi”

Il regista e la commessa prima parte by F. G.

È un progetto di un libro scritto da tutti quelli che vorranno partecipare, partendo da questo mio input che sarà rinnovato con cadenza settimanale. In pratica, chiunque lo voglia, potrà continuare con il capitolo come meglio credo usando i commenti su facebook oppure in questo blog. I migliori commenti saranno selezionati fra i vostri commenti, per proseguire il libro. Possono partecipare scrittori professionisti ( su via non fate i divi) oppure dilettanti o anche alle prime armi. Non si vince niente “SAPEVATELO” ma una volta terminato il libro sarà pubblicato con i nomi di tutti gli scrittori e il ricavato devoluto a una società di beneficienza da stabilire ( magari insieme?)

A cosa pensi ora, se pensi ancora a te? Quale pretensione se, ho aggiunto alla borsa della spesa, un altro particolare, non poco per chi sta bene, stai bene? Tu, voglio dire, ginnastica artificiale e priva di sudore, pensi di esser mai stata più lontana di adesso? Accendi la luce, sinonimo di aprire la strada o la mente ma, ella mente, disse l’attore che appena sceso dal palco inciampò in un amore, era chiaro però, che usava chiamare così tutti i battiti del cuore che andavano oltre una certa frequenza, quella che di solito transita fra un cappuccino ed un bacio, fra un addio e una attrazione. Attrare, calamitare, appiccicare, incollare, quale dramma era previsto prima di questa fusione di sguardi? Il regista l’aveva solo immaginata, si, l’ultima scena riesce sempre a tutti perché i muscoli del collo sono sempre più rilassati, come dopo un orgasmo, si riesce a dire cose di una follia inaudita oppure il niente, quasi a meditare sul vuoto. Era vuota anche la vita della commessa che applaudiva alla fine di ogni atto. Spettatrice unica, forse pagante (nel senso che ne soffriva) e rimpiangeva di tutto anche l’ultima visita dal ginecologo, lei che a sguardi non aveva mai tradito nessuno, all’improvviso rivoltò il copione e si mise a piangere, come fanno gli artisti di fronte alla bellezza, perché`, dicono non “esiste niente di meglio che il provare invidia delle opere altrui”. 

“Lei mi stupisce, signora, d’altra parte non creda che il solo fatto di aver pagato un biglietto, le sia consentita la contemplazione. Contemplare è un dono (un altro?) divino. La divinità esiste nella pazzia e quale maggiore follia esiste se non quella che agita il divoratore di palcoscenico?”

Il regista smise di parlare ma anche il fiato della donna si era accorciato, non capita mai   l’amore di notte dopo una giornata di facchinaggio e non fu la volta buona neanche quella, tanto che la commessa strinse le gambe dopo aver preso posizione in prima fila. Sapeva già che l’artista, le avrebbe sputato in faccia qualche verso, capita quando sei in prima fila, capita quando paghi il biglietto.  

Era notte fondo poi, come capita spesso nelle storie inventate, la donna si scusò ancora e lo fece con garbo, come conviene sempre, considerata l’ora. “Lei dottore, è un chiaro esempio di talento inespresso”! E lo disse mentre tirava fuori la lingua ma non in segno di scherno e neanche con sottointesi sessuali, solo stava per vomitare a causa del vino a cui non era abituata.  “E lei viene spesso a quest’ora”? chiese il regista imbarazzato, per poi scoppiare in una risata a cui si unì il ghigno della commessa impaurita. 

Eppure, il teatro vibrava di tutto ciò che avrebbe potuto essere. Si ascoltavano in lontananza alcune note di quell’autore alternativo, si, uno di quei musicisti di avanguardia dediti all’alcol e alle donne. Assordante, così come si presentava anche la signora in pelliccia di elefante (pareva) con brillanti di caviale (licenza poetica). La cassiera inespressiva masticava un chewing gum.

Seconda parte del primo capitolo. Vi invito ancora una volt a a partecipare scrivendo la vostra parte della storia nei commenti del blog, con il vostro nome, Invito speciale per gli scrittori Roberto Sironi, Michele Iacono  e Susanna Casubolo ( mia ispiratrice).

Per ispirarvi diciamo che la storia dovrebbe girare attorno agli anni settanta in Italia, alle lotte armate di destra e sinistra.

Allo stesso tempo, accettiamo suggestioni di eventuali  associazioni benefiche a cui devolvere i ricavati del futuro libro.

Il regista e la Commessa parte seconda by F. G

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L’attore si presentò d’istinto, riconoscendo fra l’altro le labbra carnose della commessa che incitava il bel ragazzo a ricordare anche i più intimi particolari del primo e unico lontano incontro. Lui fece finta di niente e le lacrime gocciolarono fra naso e lentiggini, le sole cose sproporzionate del suo corpo di ragazzina che lei, la commessa aveva conservato, in apparenza lo commossero. 

“Mai fidarsi delle lacrime di un’artista! “disse lei “ma di una donna mezza ubriaca certamente si”! 

L’uomo aveva conservato il suo stupore nonostante anni di palcoscenico, si chiamava Aldo, Aldo Fioravanti e viveva d’arte. 

Non credere a tutto ciò che pensi di te stesso

Picture by Canva

by
F. Guzzardi 

Sebbene la maggior parte di noi faccia il possibile, in un dato momento, ci saranno inevitabilmente attimi in cui il nostro io non ideale si rialza di brutto, nonostante i nostri più grandi sforzi, le nostre emozioni ci tradiscono ed i comportamenti reattivi si innescano.
Le parti non proprio belle di noi stessi emergono a dispetto di noi. Sono le tendenze che vivono dentro ognuno di noi, i primitivi istinti di base con cui siamo nati e che presto impariamo essere inaccettabili. Questi includono rabbia, avidità, gelosia, dipendenza, procrastinazione e  altri tipi  di comportamenti autodistruttivi.
Carl Jung si riferiva a questi istinti, o lati oscuri delle nostre personalità, come i nostri sé ombra. Sono stati ritratti attraverso i media nel tempo, nei miti, nei film, nelle arti e nella letteratura greca, e incarnati da personaggi famosi da Darth Vader ad Amleto. “L’ombra non è un errore o un difetto”, affermano Connie Zweig e Steve Wolf, autori di Romancing the Shadow: Illuminating the Dark Side of the Soul. “E` la  parte dell’ordine naturale di chi siamo. E non è un problema da risolvere; è un mistero da affrontare. Ha il potere di connetterci alla piu` profonda immaginazione. “
In qualunque modo chiamiamo queste parti della nostra personalità, la cosa importante da ricordare è che sono solo queste parti. Non sono la somma di chi siamo. Tuttavia, se permettiamo loro di dirottare il nostro lato migliore, hanno il potenziale per sabotare le nostre relazioni, il nostro benessere e, in definitiva, le nostre vite.

La consapevolezza è la chiave

 Il paradosso è che se vogliamo cambiare le cose che odiamo di noi stessi, il sé ombra, dobbiamo prima imparare ad accettarle.
“Abbiamo tutti i nostri lati ombra. Non sono il male “, dice Allan Lokos, insegnante di meditazione e autrice di Patience: The Art of Peaceful Living. “È quando non abbiamo consapevolezza che i problemi sorgono. Solo una volta che siamo consapevoli possiamo cambiare “.

Il punto di partenza per questo cambiamento è la consapevolezza. La consapevolezza del nostro comportamento, senza giudizio o critica severa, è al centro della consapevolezza. “Possiamo osservare le nostre azioni e le nostre parole con consapevolezza”, suggerisce Lokos, “e decidere se causano agio o disagio. Possiamo quindi dire a noi stessi: “Questo tipo di pensiero o di parlare non mi servirà bene. Né servirà a chi mi circonda . Posso fare di meglio.'”
Vivere consapevolmente include essere consapevoli delle parole che usiamo. Le parole sono strumenti potenti. Formano le nostre vite, le nostre relazioni e persino il nostro senso del valore. Prima di parlare, prendi quella pausa sacra e chiediti: quel che sto per dire puo` essere d’aiuto? È il caso di dirlo? In caso di dubbio, non dire nulla. Come Lokos, dice: “Non puoi mettere il piede nella nostra bocca se non è aperta”.
È importante anche notare il nostro parlare di sé in negativo e chiederci quali sono le convinzioni che lo rafforzano. Ciò su cui focalizziamo i nostri pensieri diventa l’inclinazione della mente.

 Auto compassione

La consapevolezza è più che semplicemente essere consapevoli; è consapevolezza con auto-compassione. I componenti di auto-compassione includono la gentilezza verso il sé, l’umanità comune (o vedere le nostre esperienze come parte di una più grande esperienza umana piuttosto che isolata), ed essere consapevoli (piuttosto che sovraidentificarsi con i nostri pensieri o sentimenti).
In poche parole, auto-compassione significa trattare te stesso con la stessa gentilezza e umanità con cui tratterai coloro che ami. Non deve essere confuso con l’egoismo o la mancanza di riguardo per gli altri. Al contrario. Non possiamo avere vera compassione per gli altri se non lo facciamo per noi stessi. Quindi, se una relazione sana è ciò per cui ci battiamo, con noi stessi o con gli altri, la compassione non è negoziabile. Ciò include avere compassione per le parti “peggiori” percepite di noi stessi.

 Auto-perdono

Inestricabile dall’autocompiacimento è l’auto-perdono. Forse più difficile del perdonare le malefatte altrui è perdonare noi stessi. Molti di noi hanno avuto momenti in cui desidereremmo poterci riprendere, quando le nostre emozioni ci tradiscono o le nostre parole vengono fuori con meno tatto che d’abitudine . Possiamo ricordare a noi stessi la nostra comune umanità, che siamo tutti sulla stessa barca. Quando ci comportiamo male, l’auto-perdono non significa che sia giusto ripetere quel comportamento. Tuttavia, come afferma Lokos, possiamo osservare quel comportamento e decidere di fare meglio la prossima volta.

Abbraccia il tuo lato peggiore

È importante tenere a mente che le nostre autovalutazioni negative a volte (se non la maggior parte delle volte) sono meno accurate, poiché tendiamo ad essere i nostri peggiori critici. Sì, di tanto in tanto potremmo usare grosse parole verso noi stessi, ma l’obiettivo è di farlo meno spesso. Se ci vergogniamo e incolpiamo noi stessi ogni volta che ci roviniamo, stiamo compromettendo non solo il nostro benessere emotivo e psicologico, ma anche la nostra salute fisica, perché l’aggrapparci alle lamentele, è correlato ad un più alto rischio di malattia.
Gli esseri umani sono intrinsecamente imperfetti e, come tali, commettono errori. Se non cadessimo sulle nostre facce di tanto in tanto, non cresceremmo. Tutto quello che possiamo fare è vivere le nostre vite con le migliori intenzioni, e quando cadiamo semplicemente ammettiamolo e giuriamo di fare meglio la prossima volta. E ricordiamoci che, in ogni momento, la parte migliore di noi sta facendo il meglio che puo`.

 

26 Giorni

26 Giorni

Il taxi non tardo` ad arrivare, ed io m’incamminai verso l’uscita. Mi feci lasciare a qualche isolato dalla mia destinazione, dove alcuni amici mi aspettavano. Mi soffermai ad osservare il gioco di luci delle vetrine accese nel centro di Manhattan, come un bambino alla sua prima uscita. Osservavo la gente intorno e mi dicevo che forse nessun’altra citta` al mondo sa essere come New York, con le luci artificiali che si alternano alla luce del giorno in una simbiosi quasi naturale.

Mi sedetti sulla panchina alla fermata dei bus, solo per osservare le macchine gialle che sfrecciavano in un disordine organizzato. Mi chiesi anche se non fosse un po snob, organizzare una mostra fotografica nel cuore della notte, poco importava il talento dell’autore ma il fatto che richiedesse una buona dose di narcisismo, particolarita` che credevo esclusiva degli scrittori o dei cantanti navigati.

“Dove comincia il reale se non in quello che noi cerchiamo?Le risposte vere sono solo quelle che ci aspettiamo, l’immaginario è impercettibile e confondibile. Il viaggio dell’essere, o perlomeno del mio essere, era cominciato da tempo ma non ne conoscevo i dettagli.
Il vento smise di bussare alla finestra, forse aveva esaurito i suoi suggerimenti, ed io aspettavo di consumare il mio giorno cosciente di essere.”

www.hoffmannpublisher.com

Il bambino senza tempo

“Il bambino senza tempo” e` il nuovo libro e primo romanzo di Michele Iacono.
L’autore del saggio : ” Il silenzio, il segno e la parola”, si propone in una nuova veste di romanziere e lo fa` sottomettendosi alle nuove leggi del marketing editoriale che trova uno sbocco importante attraverso il Crowfunding.
   Si tratta di un libro interessante, narrato con il piglio dello scopritore, in una Palermo che ferma il tempo per riportare alla vita un bambino vittima dell’ignoranza umana.
Il racconto, di cui potete leggere una breve anteprima a questo indirizzo: Il bambino senza tempo, prende lo spunto da un fatto di cronaca: la morte di un bambino in un paese del Medio Oriente…
Alfredo Bonafede, un uomo di mezza età dalla vita anonima, leggendo la notizia rimane profondamente colpito dalla frase pronunciata dal bimbo in punto di morte: “Lo dirò a Dio”. Da quel momento il protagonista rimane intrappolato in una sorta di sogno tra le strade del centro storico della città di Palermo e per tutto il romanzo non riesce più a uscirne. Crede o s’illude di poter salvare realmente il bambino da quella morte orribile, tornando indietro nel tempo, un attimo prima che la bomba esploda… Ad accompagnarlo in questa avventura ci sono strani personaggi che incontra tra una piazza e l’altra di Palermo. In questo microcosmo di umanità, che si dibatte tra le assurdità e la realtà dell’esistenza, si sviluppano i temi del rapporto tra Dio e l’uomo, della moralità e delle illusioni che la cultura si è costruita. Il tempo della narrazione è dettato da un orologio particolare che ha la caratteristica di far ricominciare ogni volta la storia daccapo.

   La campagna Crowfunding, procede con successo per pochi giorni ancora. I preordini per questo libro si possono effettuare presso: Bookabook. Allo stesso indirizzo, potete trovare commenti e comunicazione con l’autore.

Michele Iacono
Sono nato a Termini Imerese nel 1954. Laureato in Pedagogia, lavoro per l’Azienda sanitaria provinciale di Palermo, in un servizio per le tossicodipendenze da circa 30 anni, con esperienze anche nel campo della salute mentale giovanile e adulta. Mi occupo da molti anni di prevenzione nelle scuole con progetti concernenti le sostanze stupefacenti, alcol, fumo, inclusione sociale ecc. Nel 2011 ho pubblicato una ricerca triennale relativa al mondo giovanile e all’uso di internet con Publiedit. Per curiosità intellettuale ho scritto anche un saggio sulla comunicazione umana. Amo dipingere e fotografare ed ho al mio attivo diverse mostre realizzate nell’arco di un ventennio.
Michele Iacono on sabfacebook

Il quaderno della fenice

by F. GuzzardiUn libro inusuale , poche pagine ( meno di 100) che introduce nel carismatico mondo dello spirituale antireligioso.
Il primo libro di F. Guzzardi che data di tre anni fa, che oltre ad alcune poesie e aforismi,ci offre una breve novella ambientata nella Polonia alla vigilia della seconda guerra mondiale.
Immersi in un contesto completamente estraneo agli avvenimenti, il viaggio spirituale di Ingrind e Hanna, prima che la tragedia non ne devasti l’esistenza.
Il libro e` scritto in Italiano (sorry) quasi completamente ignorato dai libri mercati italiani. Rappresentando il mondo interiore , di una donna che vive cosciente delle sue vite passate con tutti i suoi drammi.

Il libro si chiama “Il quaderno della fenice” di seguito alcuni estratti

Ingrind: Corrono voci di fermenti nazionalisti in germania.
Jozef :cosa possiamo temere? abbiamo visto quel che c’era da vedere.
Hanna: La quiete! Ecco cosa possiamo temere, la quiete riparatrice e premonitrice. Vorrei immergermi in questa quiete, dargli il senso che merita,perturbarla con la mia insistenza.

Mi fa paura la quiete, quando si abbassa la guardia arrivano i colpi di mortaio , mi fa paura la coscienza vile di questo continente imbandito di teste coronate, assuefatte ai dettami del fanatismo pseudo-rivoluzionario, farebbero di tutto pur di non perdere la loro bella corona .

Jozef : Esistono movimenti popolari avanguardisti e poi l’anima culturale della vecchia europa!

Hanna: L’anima culturale dell’europa é una puttana! Viaggia sull’asse Berlino-Leningrado, contempla il nostro sedere da Stalingrado a Vienna e si compiace della propria inerzia.

Atlante mondiale delle allergie

COPENHAGEN, Danimarca, June 9, 2014 /

Le malattie allergiche sono diventate una grave epidemia: in alcuni Paesi, p della metà della popolazioneègià sensibilizzatae oltre il 30%di essa soffrediuna o piùcondizioni allergiche. Ciò pone in primo piano le allergie come problema globale di salute pubblica di dimensioni pandemiche e che, pertanto, richiede di intervenire in tempi rapidi.
  
L’European Academy of Allergy and Clinical Immunology (EAACI) ha invitato tutti gli opinion leader del mondo a sviluppare l’Atlante mondiale delle allergie, riscuotendo il loro grande entusiasmo. Il documento è stato presentato nel corso del Congresso annuale 2014 dell’EAACI.
Redatto dai 170 principali opinion leader del mondo, latlantecopre ogniaspetto connessoallamalattiaallergica,esplorandonegenetica,meccanismi, fattori di rischio, epidemiologia, fino a diagnosi, terapia e prevenzione. Contro l’epidemia di allergie viene inoltreintrodotto ilnuovo concetto di strategia globale, che prevede interventi coordinati nelle scuole, il coinvolgimento delle associazioni dei pazienti, di farmacisti, dell’assistenza sanitaria primaria e di quella di settori medici affini, oltre a una vasta mobilitazione sociale.
Obiettivi:
Mettere in risalto il peso delle malattie allergiche in tutto il mondo e garantirne il riconoscimento prioritario nelle strategie sanitarie nazionali
Descrivere meccanismi e fattori di rischio delle allergie, valutando i metodi migliori per prevenirle e controllarle
Fornire una direzione al superamento di barriere quali povertà, scarsa istruzione e mancanza di infrastrutture, oltre che alla bassa priorità attribuita alla salute pubblica
Far in modo che il maggior numero possibile di patologie allergiche venga gestito in base al rapporto costo/beneficio
Stabilire un piano d’azione per la gestione delle risorse dirette alla prevenzione delle malattie allergiche
Il documento mette in risalto le difficoltà di molti Paesi in via di sviluppo nella gestione delle malattie allergiche, principalmente a causa di insufficienti livelli di assistenza sanitaria, eterogeneità abitativa e assenza di programmi educativi per operatori sanitari e pazienti.
Inoltre, la lista dei farmaci essenziali dell’OMS ne contiene pochi di quelli utilizzabili per trattare le malattie allergiche, e l’immunoterapia allergenica (unico
trattamento capace di modificare il corso naturale delle allergie) risulta ascritto tra i farmaci a limitata accessibilità.
Oltre ciò, il documento evidenzia la necessità di ottimizzare formazione e assistenza sanitaria collegate alle allergie.
Il documento è stato redatto da: professor Cezmi A. Akdis (Swiss Institute for Allergy and Asthma Research, Università di Zurigo), Christine Kuhne (Center for Allergy and Asthma Research, Davos, Svizzera) e dal professore associato Ioana Agache (Facoltà di Medicina della Transylvania University Brasov, Romania).
RIFERIMENTI 
Global Atlas of Allergy. European Academy of Allergy and Clinical Immunology (EAACI) 2014
Hill+Knowlton Strategies
Ana Sánchez / Noelia García
ana.sanchez@hkstrategies.com
Noelia.garciatrillas@hkstrategies.com
+34-93-410-82-63

EAACI
Macarena Guillamón – EAACI Headquarters
Hagenholzstrasse 111 3rd Floor
8050 Zurigo – Svizzera
Tel.: +41-44-205-55-32
Cell.: +41-79-892-82-25 macarena.guillamon@eaaci.org

SOURCE EAACI

RÊVE DANS LA RUE BLEUE

by F Guzzardi

Il secondo lavoro letterario di Gianfrancesco Iacono e`un divertente e frenetico spaccato di vita giovanile ambientato a Parigi ma potrebbe trattarsi di una qualsiasi altra citta` del mondo .
Iacono2013-25kIl racconto, pur mostrando una certa esuberanza giovanile e` di godibilissima lettura – si spazia dagli strambi personaggi che accompagnano il narratore a citazioni storico-filosofiche che evidenziano  un eccellente grado di cultura generale ( nel senso buono del termine) dello scrittore.

RÊVE DANS LE BLEU e` il sogno giovanile frainteso, la ricerca incondizionata “de la vie boheme” tanta cara a Jacques Brel e Leo Ferre –  intriso d’umorismo sottile e spontaneo senza la ricerca della frase ad effetto e che invita al sorriso oltre che alla riflessione.

Tutto fluisce. Tutto scorre e, con molta probabilità, tutto scorre invano: le cose del mondo fluiscono invano poiché sono momentanee e mai uguali due volte. Eppure, dato che tutto scorre invano, nulla scorre invano. Il blu cambia e cambia, ma sempre blu rimane
La metafora della vita puo` essere rappresentata da un colore, e` quello che ci lascia intendere Gianrancesco Iacono Il blu` come colore dominante, che accompagna e pervade i nostri sogni e le nostre realta` che  a volte si intercambiano assumendo l`uno il ruolo dell`altro e regalandoci spaccati di vite desolate a volte ma piene di umana saggezza.
Maledetta filosofia! Non sono mai riuscito a liberarmene. Mannaggia! Tutta colpa dei Quattro Libri. Non li avessi mai letti. Forse non mi sarei mai svegliato a Parigi. Perché mi sono svegliato proprio lì? Sarà che mi piaceva l’atmosfera degli acquerelli stampati sul volume di Storia Universale Ne ero innamorato. Tutto tenebroso e oscuro, laggiù forse non si faceva caso ai trascorsi da sognatore di un raccoglitore di agrumi. Naturalmente mi sbagliavo, ma a ogni modo mi sono svegliato a Parigi. Conosco Qinqin, Bertrand, conosco Aurore e la bacio e lascio tra le sue gambe qualcosa di mio, qualcosa che mi unisce a lei in modo intimo. Anche Amandine lo fa, ma non voglio immaginare il modo. Sarà che sono troppo schizzinoso a causa dei libri letti. Nei Quattro Libri non ci sono accenni al riguardo, cioè al lasciare qualcosa di tuo in mezzo alle gambe delle donne, soprattutto francesi. 
Il sogno del ragazzo del sud infranto nella realta` di una citta` mitica che lo accoglie e lo disincanta nel blu delle sue metaforiche “ruelle” nel blue del candore giovanile e del sogno che vuole rimanere intatto a costo di deformare la realta` che somiglia ad una satira di Coluche.
RÊVE DANS LA RUE BLEUE e` uno dei libri piu` interessanti che abbia letto in questi ultimi tempi, si sente la freschezza creativa, l’originalita`, la cultura, l’ironia e l’impeto evocativo.
Se non siete alla ricerca del nome famoso, del personaggio reclamizzato o del banale letterario di cui siamo invasi,tenete d’occhio questo nome .
Si chiama 
Gianfrancesco Iacono è nato nel 1986 a Palermo. Vive e studia a Roma. Nel 2007 ha pubblicato il suo primo romanzo “Le vacanze romane di Audrey” (Falcone editore). Con “Rêve dans la rue bleue” è stato finalista per la regione Sicilia al premio letterario “La Giara” (2012).

Hermeneutic Il Nuovo libro di F Guzzardi


 
“In tutti i tempi, in tutte le epoche,
 l’uomo ha sentito la necessità di un potere superiore.
 Spiriti, stregoni, Dei multipli o unici. Perché?
 by
F Guzzardi
Dei c’e`ne sono stati e ce ne sono ancora molti. L’uomo è un essere intelligente e con una capacità molto sviluppata di ragionare. Ma ha un grande problema: Una parte della sua ragione, non è accessibile, questa parte è ciò che gli psicoanalisti chiamano “inconscio”. L’inconscio non è disponibile ma è in lui, si blocca in modo permanente nella sua vita, è nei suoi sogni, nelle intuizioni, nei suoi ricordi rimossi. Come accedere alla parte inconscia della ragione? Questa è una delle grandi questioni umane e molti uomini hanno speso la loro vita e le loro energie. Per questo è nata la psicoanalisi, la Meditazione Trascendentale, Yoga, Zen filosofia, LSD e molte altre cose …
Ma se gli uomini delle caverne hanno avuto lo stesso problema che tutti noi abbiamo, loro erano lontani, lungi dall’essere in grado di esprimerla. Eppure questa parte inconscia della loro ragione, aggiunta all’ignoranza del tempo, la natura ed i suoi fenomeni, crearono velocemente una causa di  malessere, un bisogno che oggi chiameremmo “male esistenziale” . Che cosa hanno fatto? Hanno chiesto all’aldilà ,alle potenze superiori, ed  hanno cercato di disegnare o scolpire. Nacquero così le prime religioni … Si capisce perché questi dei erano simili: Venivano dallo stesso tipo di cervello e per risolvere lo stesso problema. E il problema è stato risolto: Il disagio della coscienza e` stato evitato con l’apparizione di potenze più elevate e dall’essere supremo.

Il desiderio di dominio dell’uomo nel corso degli anni, secoli e millenni, ha spinto le religioni a razionalizzarsi ed a organizzarsi per un solo scopo: schiavizzare. Le religioni cattolica, musulmana, protestante, buddista … hanno sviluppato le loro gerarchie, creato libri e teorie a uso di poveri stolti: un codice di condotta ed una aspettativa di vita nell’aldilà, due condizioni essenziali per cui le masse sono disposte a non fare troppe domande. Migliaia di persone sono morte per questa teoria, il sistema ha invaso tutta la Terra: Il più grande disastro nella storia del genere umano.
 
Più tardi è arrivata la scienza e tutti i problemi che essa poneva a queste gerarchie. La scienza e`stata contenuta, ritardata il più possibile, per mantenere  una potenza economica  che garantisse l’esistenza di queste religioni.
E oggi? Molte persone si rendono conto che tutte queste organizzazioni sono lontane dal loro scopo originale, che era quello di  “prevenire i mali esistenziali.”
Alcune sette hanno creato nuove organizzazioni, ma spesso e purtroppo,
recuperate da vecchi sistemi, avidi o illegali.
Tuttavia, il relativo fallimento del capitalismo, crisi economiche globali e il fallimento del comunismo hanno risvegliato l’istinto della religione umana. Stiamo assistendo a una crescita del fondamentalismo, con lo spargimento di sangue che lo  hanno sempre accompagnato. Questo è vero per l’islam, ma anche per i cristiani.
Tutti i gruppi religiosi hanno interesse ad applicare un protocollo  codificato per lottare contro le deviazioni, perché il loro potere non si sbricioli in molte sotto-tendenze che possano in qualche modo combattere contro di loro. I dogmi devono essere attentamente definiti e precisamente in un riferimento scritto (Bibbia, Corano), che diventi la fonte ufficiale e immateriale. Se la religione è abbastanza potente per prendere il potere politico (come e` stato in Occidente con il Cristianesimo), il metodo più efficace è quello di vietare l’insegnamento della scrittura, grammatica e scienza. La religione può, in qualche caso, come negli stati totalitari riscrivere la storia e cambiare il suo riferimento ufficiale per migliorare  adeguare e distruggere ogni traccia delle versioni precedenti, al fine di continuare a fornire il riferimento come intangibile.
 Questo è ciò che hanno fatto cristiani in Occidente:  “ripulendo  la biblioteca per quasi 2000 anni e vietando alle persone le conoscenze ed il sapere dagli antichi greci per immergere l’Occidente in un buio profondo per più di mille anni .
Questo spiega anche perché le religioni continuano a sostenere le dittature ed i regimi totalitar edi hanno sempre lottato contro la democrazia (la religione cristiana fino a poco più di cento anni fa ed i musulmani oggi).
Un freno all’espansione delle religioni sono i terremoti o  le guerre, perche`  mettono in dubbio l’esistenza di una mente superiore: dopo la carneficina della seconda guerra mondiale, la maggior parte non credeva nella religione e l’ Europa ha cominciato a cadere nelle braccia atee del comunismo (che ha adottato le stesse tecniche collaudate dalle religioni per controllare l’URSS 
sviluppando una propria “inquisizione”).
Oggi, in Occidente, le religioni ufficiali faticano sempre di più a contenere l’entusiasmo spirituale e religioso,che non sta svanendo ma sembra che tendi a sgretolarsi: chiunque e` armeggiato con la sua propria religione,si rifugia  nel suo angolo, con il suo guru e il suo piccolo gruppo.
Tutte queste fuoriuscite dal ramo ufficiale preoccupa la chiesa, condivisa tra la tentazione di rigore per forzare il gregge a tornare sulla retta via, e la “tolleranza” per perdere il meno fedeli possibile, fino alle distorsioni normative. Ad esempio, per soddisfare i desideri popolari, non ci sono mai stata più nuovi santi della Chiesa cattolica come negli ultimi anni. Anche canonizzare persone che erano state diffamate poco prima: come Padre Pio o  in altre parti del mondo persone che non sono mai esistite, come Juan Diego in Sud America…..

by F Guzzardi (Author) , Edizioni la Fenice               

Jimmy Olson ed il Misterioso "Poison Makers"




By F Guzzardi

“Poison Makers”, trhiller del 2011 edito da
 Hoffman House press, (edizione in Inglese) e` il racconto magistralmente scritto e orchestrato da Jimmy Olsen. Un racconto ambientato nei Caraibi, con  zombi, riti woodoo e misteriosi intrighi.
Un libro con tutti gli ingredianti necessari ad attivare la nostra fantasia per riprodurre in immagini, le rocambolesche avventure di Edgar Espinosane – Jones  (EJ).
Una storia che,pur rimanendo nel genere “noir”, sa suscitare emozioni ed anche qualche risata.
EJ accetta un incarico dal suo enigmatico mentore Garrett Yancy per indagare sulla  morte sospetta  dell’ambasciatore degli Stati Uniti nella Repubblica Dominicana, Adam Quist.Molto presto si trovera` suo malgrado coinvolto in misteri che lo costringeranno a difendersi per non morire. 
Poison Makers è tutt’altro che il solito mistero. Ambientato nei Caraibi degli anni 70, con intrighi politici, rivoluzionari,superstizioni,violenza e storie d’amore.Il protagonista, con l’aiuto del suo migliore amico, un poliziotto domenicano un po` imbranato, si trovera`diviso tra la razionalità (dominicano / americano) e la superstizione per risolvere il mistero  a qualunque costo.Con un finale sopprendente ed inaspettato….. nel pieno stile Jimmy Olsen.

 Biografia

Image of Jimmy Olsen  Jimmy Olsen  didn’t start writing fiction until he was well past 40. In the tradition of American writers like Jack London and Louis L’Amour, Olsen spent much of his life seeking adventure. He began scuba diving in 1961 at age 13 and continues today. A machine-gunner in Vietnam, after two tours he settled down awhile, married, started a family and graduated college with a BS in English. Still at college, he published his first national story in a diving magazine. A year later he moved his family to Santo Domingo in the Dominican Republic where he taught at a private American school and started the Republic’s first professional diving school, Scuba Dominican, C por A. Hearing rumors of shipwrecks and gold, Olsen and a small group of adventurers discovered the site of the French Man-O-War Imperial and several other vessels. After five years in the Caribbean, Olsen completed his MA at the University of Alabama and returned to writing, taking a job with a daily newspaper in Athens, Alabama for a year before becoming an editor back home in Minnesota. This lasted four years before the thirst for adventure overtook him again and he was back in the diving business, traveling to dive destinations from the Caribbean to the South Pacific. The snorkeling scene in Thing In Ditches comes directly from the author’s own rich experiences. Jimmy Olsen has written two additional novels, Scuba, due to be released next year and YR-71, a Vietnam seafaring adventure set near Da Nang. In addition, he’s completed 20 short stories, some set in his native Minnesota and others from around the globe. Several of these have recently been sold and will soon be in print. Olsen continues to travel extensively, returning to the Dominican Republic to dive his old haunts only hours before Hurricane Georges. Equally at home at the keyboard of a computer or his ancient Royal, Olsen spends his writing days in a north woods setting without even the basic comforts such as running water or electricity and at his modern office in the city. He has three children, now grown, and lives with his wife in Minnesota.

Dallo stesso autore

                                                      

The hero of Blind Pig Island

Things in ditches

IL QUADERNO DELLA FENICE




Il quadernodella
fenice
 F. Guzzardi


Copyright © 2012 F. Guzzardi
All rights reserved.
ISBN:
ISBN-13:



DEDICATION
 Per
OMAR, LUCA ED ALESSANDRO CATALFAMO



sommario
1
 Le amanti di Varsavia
Pg 3
2
Poesie e parole
Pg 25

3
Intervista all’autore
Pg 63



Ringraziamenti
Amazon  company
Per la professionale assistenza
BEATA CATALFAMO
“ FOR YOUR LOVE”
 .



PRIMA PARTE
LE AMANTI DI VARSAVIA
Esercizio in Quattro dialoghi apparentemente fuori dal contesto
« che la fenice more e poi rinasce, quando al cinquecentesimo appressa erba né biada in sua vita non pasce, ma sol d’incenso lacrima e d’amomo, e nardo e mirra son l’ultime fasce. » (Inferno XXIV, 107-111)
Le  amanti  di Varsavia
Primo dialogo
Hanna: Hai già notato,  una trasmigrazione di anime   verso sud ?
Ingrind: Il razionale é soggetto all’illusorio, come il fuoco all’acqua, gli elementi si attirano e si respingono, la tua domanda è un’ipotesi, la mia risposta sarebbe sprovvista di certezze.
Hanna: Dal mio corpo, ho estratto le essenze del piacere primordiale, un guizzo di scosse connesse agli organi vitali, ho creduto di morire, di morte terrena, senza appello ne esattezza.Ho concentrato tutta l’energia dell’atto, in un  punto preciso, in corrispondenza del cuore, ho sentito le tue mani avvolgermi l’anima e la tua bocca scaldare le pareti del mio ventre in un susseguirsi di battiti. Il senso delle cose mi sfugge, la mia anima é dannata.
Ingrind : Il corpo non é responsabile in alcun modo degli atti incoerenti dell’anima, esso é distaccato, quasi in perenne attesa di punizioni o ricompense che possano lenire i dolori dell’esistere,una macchina guidata da un pilota prudente o audace, incline all’incidente, destinato a percorsi tracciati da un’inconfutabile maestro di ancestrali memorie –
In quel momento, la casa di Ingrind era invasa da alcuni amici che suo marito aveva invitato. Era il compleanno di lei, doveva avere quaranta o quarantadue anni, faceva sempre finta di non ricordare la sua data di nascita e questo non per civetteria –
Ingrind : Io vivo già da molti cicli! Intendo e so di cose impercettibili!
La stanza del riposo : era la stanza dove lei amava dipingere, scrivere e abbandonarsi ai piaceri dell’amore. Hanna , la sua giovane amante, aveva 15 anni quando conobbe le carezze di lei. Dividevono, oltre al piacere corporale, uno strano e perenne bisogno di rassicurarsi sulle cose dello spirito e dell’intelletto, argomenti che Ingrind non avrebbe mai potuto affrontare con suo marito, troppo distanti erani i ruoli edificati dalla società  . Avrebbe voluto studiare Ingrind, ma suo padre le impose un “buon partito”, la Polonia in quegli anni,  difendeva la giovane indipendenza , guidata dall’eroico Pilsudeski. Varsavia: decadenza e splendore.
Hanna era completamente innamorata di Ingrind e non faceva niente per nasconderlo. Avrebbe voluto essere un uomo, non certe per le sgraziate movenze maschili o le pelosità  oscene, ma per il diritto, il diritto d’amare.
Ingrid rovesciò un  bicchiere d’acqua fredda sul seno tiepido di Anna,  una sensazione di stupore mista a eccitazione invase il  suo viso, raccolse alcune gocce con la mano e cosparse il suo corpo di quell’umidità trasparente senza cambiare espressione . Avvicinò le labbre sue a quelle di lei e gemitando compirono il rito perpetuale. Primordiale istinto, inconsolabile karma –
Hanna: Ho letto con grande attenzione alcune delle poesie di Achille Chavée , che tu mi avevi consigliato l’estate scorsa; mi sono soffermata a riflettere sull’affermazione : “Puisque Dieu doute de nous, rendons-lui la pareille et quittes serons-nous.” Abbiamo noi il diritto di dubitare di dio o lo stato simbolico del predetto é punto fermo dell’esistenza?
Ingrind : “Lo stato di veglia  differisce, a secondo del livello mistico del soggetto si può parlare di diritto o dovere nel dubitare. Allontanandosi dal consueto, puoi sentire se la strada è giusta quando non sentirai nessuna tristezza o rimorso per quello che hai lasciato, dopo non avrai nessun dubbio e neanche per un’istante penserai che la tua decisione non sia corretta. ”
Hanna : Alcuni scritti di Pierre Bayle, mi confondono.Sul suo dizionario storico-critico del 1697, egli descrive le attività celebrali come fini a se stesse, intendo: il nostro cervello é capace di mischiare tutte le carte ogni volta che troviamo una certezza. Non importa quale idea o soluzione abbiamo trovato, ti mostra subito la maniera di distruggerla.
Ingrind: Il cercatore é sempre solo davanti ai suoi dubbi, cosi il cervello, essenza vera dell’essere, propone soluzioni atte alla salvezza della specie, per un disegno cosmico pianificato o casuale.Vorrei ritenere le affermazioni di Bayle come un’interrogazione, poichè il  cercatore dubita sempre delle risposte, il popolo ha bisogno di risposte, in qualità di massa uniforme e totalmente privo di libero arbitrio.
Hanna : La credenza é un segno d’estrazione sociale?
Ingrind : Lo é simbolicamente, la credenza é il popolo per essenza, lo scetticismo é lo spirito critico, l’aristocrazia dell’intelligenza.
Hanna : La conoscenza é dunque riservata a una cerchia ristretta di pseudo-intellettuali?
Ingrind :  Al contrario, il conoscere é appannaggio certo del semplice, il dubbio è bagaglio perenne del cercatore –
Sui tratti  di Hanna, si leggeva una certa dimistichezza con i modi fascinanti e ammaliatori, una leggerezza sottile e inconsueta nel cogliere ogni fremito del corpo disteso e quasi immobile di Ingrind. Era distante (pensava lei) quella donna dai seni quasi inconsistenti e dai fianchi stretti, dall’idea diffusa di donna. Sapeva con poche e semplici carezze, risvegliare gli istinti più primordiali, le primitive vergogne dell’essere.Avrebbe voluto svegliarla, con una carezza o con un soffio diretto sul collo, si mise a cantare invece, uno di quei canti popolari che aveva appreso da sua madre, solo punto fermo della sua vita in mutazione. Gli tuonavano in testa le sentenze di suo padre :”L’intelligenza incita alla riflessione e la riflessione conduce al dubbio”. La vita nel suo svolgersi gli sembrava piu vaga, i principi incontestabili: contestabili, le verità  nascoste e irrangiungibili, l’amore: una parodia illusoria, “la fede solleva le montagne!”  montagne d’assurdità. Il riflesso dello specchio é solo l’immagine che abbiamo di noi, deformata dall’istinto coerente e riparatore –
Hanna :  Ho sognato dio!
Ingrind : Come?
Hanna : Era davanti a me, rideva e mi parlava, di cose inconsuete.
Ingrind:Com’éra?
Hanna :  Donna!
Ingrind: Donna? Se una capra sognasse di dio, quale immagine rappresenterebbe? Dio non é rappresentabile ed é anche inpronunciabile, introvabile e sopratutto insostenibile!
Hanna: Siamo naufraghi senza speranza alcuna? Dimmi di no! rendi questo vuoto superfluo e la speranza viva e ininterotta, poiché io possa continuare il mio cammino.
Ingrind: Sono completamente sprovvista  di fede e dunque infelice, la paura di vivere sapendo di andare incontro a una morte sicura, non può  rendermi felice. Non ho ricevuto nessuna eredità, ne dio ne punto fermo su questa terra da dove possa attirare la sua attenzione: non mi hanno delegato il furore ben mascherato dello scettico, l’ascia di Siux del razionalista o il candore ardente dell’ateo.Quindi, non oso gettare la pietra  a chi crede in delle cose che mi ispirano solo dubbi, nè a chi coltiva il suo dubbio come se questo non lo fosse, anche lui circondato dalle tenebre. Questa pietra colpirebbe sicuramente me stessa , poiché  sono convinta di una sola cosa: il bisogno di consolazione nell’essere umano é impossibile da colmare.-
Cicli  instancabili percorrono i viaggiatori erranti e accostano le anime perse di questa parte di universo. Hanna prese la sua testa fra le mani e pianse, di un pianto collerico,  gettò il suo mantello  sulle spalle e finse di non vedere lo sguardo pietoso di Ingrind.Vedendola partire pensò che una notte così chiara si vedesse  raramente a Varsavia .Leggerezza dell’anima,  inconsolabile karma.
   


secondo dialogo
Il musicante
Jozef : Hai trovato conforto nella meditazione? Il suono allo stato primitivo ?
Musicante: Si! Una sensazione di leggerezza inconsueta pervade l’anima e tutto il corpo, la materia acquista senso e innegabili benefici sono trasmessi verso il corpo.La musica é una vibrazione materiale, sottile, irrilevante per la materia stessa.- Hai letto il vecchio testamento?
Jozef :  No! Chi ha ereditato?
Musicante : Il più grande successo letterario di tutti i tempi!
Jozef: Certo! La prova inconfutabile che gli uomini non sono difficili!-
Il musicante era uno degli amici prediletti di Jozef : sposo di Ingrind e padrone di casa.
Fra loro nascevano spesso discussioni legati all’esistenzialismo ed il mistico musicante si scontrava spesso con il razionale Jozef –
Jozef : Ti ascolto!
Musicante : La sola forma di ateismo autentica é in teoria , la filosofia razionale e critica che rifiuta la pretesa di fondare la vita sull’assoluto; nella pratica di un’etica pragmatica, regolatrice del desiderio nella relazione con se stessi e con gli altri .
Jozef: In cosa, voi esseri mistici che affermate l’incomprensibilità assoluta della divinità, vi distinguete dagli scettici e dagli atei che  pretendono la causa di tutto sconosciuta e illeggibile? E ancora, questa storia di anima, entità invisibile, inverificabile e talmente aleatoria … certo bisogna riconoscere   che é un’invenzione formidabile e non é la sola, tutta la religione é costruita su un sistema d’affermazioni dello stesso genere, impossibile da dimostrare e dunque innegabili, consolatrici e terrificanti, ma là dove siamo obbligati ad  ammirare è nell’affermazione di una specie animale (la nostra) che è solamente in apparenza simile alle altre per il suo aspetto e per la materia di cui é composta, ma che essa e solo essa possiede una cosa essenziale e sublime, immortale sembrerebbe, che le altre creature di carne e ossa non hanno, che questa entità invisibile é il suo vero “io” che sopravvive a tutto, il resto: solo vili spoglie destinate alla putrefazione.Questa scintilla divina la rende non solamente superiore alle altre specie viventi, ma sopratutto differente nell’essenza in quanto venendo dalla natura stessa di dio, questo le da diritto di vita e di morte su tutto ciò che vive! Mi viene da pensare al buon vecchio colpo della razza  superiore.
Musicante: In queste ultime settimane, mi sono dedicato allo studio del quintetto in la maggiore di Schubert. Si tratta di un opera non breve e strutturalmente tutt’altro che elementare, la frammentazione degli ultimi tre movimenti, rendono apparentemente più breve il percorso e presentano il nuovo sotto una luce di familiarità che invita alla scoperta.
Jozef : Die Forelle ! ( La Trota )
Musicante : La difficoltà d’esecuzione, che non é mai troppo modesta, si serve più della brillantezza che del virtuosismo, come mezzo d’eccitazione gioiosa, senza ombre, conforto quindi senza inquietudini.
Jozef : Mi pare che abbia un pò perso, quello spirito mozartiano delle prime composizioni, la quinta sinfonia ad esempio: questo spirito soave e tenero che pervade l’aria  e che si ritrova nel più recente:”Adagio e rondò concertante”, considerata a torto secondo me,  un opera minore.
Musicante :È il ruolo fondamentale del pianoforte, detto appunto “Concertante”, che ispira l’intero discorso musicale. Se congede una sorta di dialogo agli archi nell’introduttivo e poetico “Adagio”, li relega in seguito ad un ruolo subalterno, quasi da sfondo armonico. È in questo secondo movimento che si coglie il piglio mozartiano dei temi.
Jozef : Tipicamente schubertiane però, mi sembrano  le concatenazioni armoniche, che conferiscono elementi di sorpresa e vitalità .
Musicante : Come và Ingrind ?
Jozef : Và, le donne cercano sempre un motivo per affermare la loro evidente superiorità.
Musicante : Sentimenti di castrazione? hai voluto una donna intellettuale?
Jozef : L’importanza dell’elemento femminile, é relegata spesso a sporadiche manifestazioni intellettive. Bisognerebbe cogliere per un istante, l’essenza animalesca dell’attrazione o la comunione dei sensi: Perchè relegare l’accoppiamento di due esseri che si amano o che si bramano e che a volte si odiano, ad un volgare atto carnale? La condizione di divieto nella vita erotica delle donne é paragonabile al bisogno sentito dagli uomini di degradare l’oggetto sessuale.Il fatto che il freno messo alla vita sessuale dalla civiltà comporti una tendenza universale a degradare gli oggetti sessuali, ci porterà forse a volgere lo sguardo verso gli istinti stessi.
Musicante : Teorie freudiane? A questo proposito possiamo dire che la corrente ascetica della cristianità  ha creato per l’amore valori psichici che l’antichità pagana non era mai stata capace di conferirgli.
Jozef : Si ma con quali risultati? La lotta contro la tentazione libidica?
Musicante : Per accrescere la libido,servono degli ostacoli! Ai tempi in cui non vi erano difficoltà che ostacolavano l’appagamento sessuale, per esempio durante il declino delle civiltà antiche, l’amore perdeva ogni valore e la vita diventava vuota –
La guerra delle frontiere contro le milizie ukraine nel sud-est della Polonia, si concluse.
Lo sforzo adoperato per ritirare l’Ukraina dell’est alle grinfie dei bolscioviti, avrebbe potuto costare la perdita dell’indipendenza appena acquisita. Nell’agosto del 1920, i bolscioviti avanzarono sino alle porte di Varsavia, ma un intervenzione militare sapientemente orchestrata da Pilsudski, mise in fuga il nemico e salvò la nazione da una capitolazione certa.
Negli anni seguenti, Hanna raffinò sempre più il suo talento di scrittrice, ottenendo consensi critici fino al quel momento riservati agli scrittori.
Riconosciuta per il suo talento anche in altri paesi d’europa, si prodigò per promuovere i più talentuosi artisti Polacchi. Si fece portavoce della cultura del suo paese cercando un’unione fra una tradizione letteraria sonnolente ed un’avanguardista visione umanesimale.
Ingrind fu sempre al suo fianco, sostenendola nelle sue azioni ed attivando le numerose  relazioni fra gli intellettuali del paese.
Joseph accettava con sufficiente parsimonia lo stato delle cose, forse avrebbe voluto una moglie meno doverosa nei suoi confronti, più sfrontata, di quella sfrontatezza cosi usuale quando parlava con la sua amica del cuore, ma che assumeva un carattere quasi istituzionale nel suo ruolo di moglie, come a voler mascherare certi pensieri, certe fantasie.
A volte, dichiarandosi geloso, risvegliava in lei la tenerezza e la sensuale padronanza femmina. Si scusava, lei, spegnendo con poche carezze l’istinto maschio, addolcendo cosi,  gli umori  variabili del vivere.
                               
Terzo Dialogo
La quiete
Hanna :  Sapevo delle distanze che ci separono da Parigi, quasi incolmabili, ma sembra che i nostri maggiori artisti abbiano più tempo che talento!
Jozef : Gli artisti hanno poca memoria come le belle donne fingono di non conoscerti fin dalle prime luci dell’alba.
Ingrind : Hai fatto un buon viaggio?
Hanna: Senza interesse , ai bordi della Senna non hanno mai sentito parlare di Julian Tuwim ne di Jean Lechon, la Polonia è un’aggettivo marginale, buono per qualificare l’inutile.
Ingrind : Maria Dabrowska ha chiesto tue novelle svariate volte.
– Nel decennio successivo, alla fine della prima guerra mondiale, un fenomeno letterario completamente nuovo, invase l’europa, alcune donne scrittrici fra cui: Maria  Dabroswka et Hanna Malewska, impressero il loro nome nella storia della cultura polacca ed in buona parte del continente –
Jozef : Ho sentito critiche lusinghiere su di te!
Hanna : Avranno buoni motivi?
Jozef :  Hanno un bisogno quasi patriottico d’averli.
Hanna : Io non scrivo così per scrivere.
Ingrind: Corrono voci, di fermenti nazionalisti in Germania.
Jozef : Cosa possiamo temere? abbiamo visto quel che c’era da vedere.
Hanna : La quiete! Ecco cosa possiamo temere, la quiete riparatrice e premonitrice.
Vorrei immergermi in questa quiete, dargli il senso che merita, perturbarla con la mia insistenza. Mi fa paura la quiete, quando  si abbassa la guardia arrivano i colpi di mortaio , mi fa paura la coscienza vile di questo continente imbandito di teste coronate, assuefatte ai dettami del fanatismo pseudo-rivoluzionario, farebbero di tutto pur di non perdere la loro bella corona .
Jozef : Esistono movimenti popolari avanguardisti e poi l’anima culturale della vecchia europa!
Hanna: L’anima culturale dell’europa é una puttana! Viaggia sull’asse Berlino-Leningrado, contempla il nostro sedere da Stalingrado a Vienna e si compiace della propria inerzia.
Ingrind : Resti a cena?
Hanna : Farò del mio meglio!
Troppo quieta era la stagione, anche se non priva di fermenti. Varsavia, l’amata, mostrava la sua coscienza; le donne hanno imparato a combattere, usano altre armi ma come potranno salvare questa patria dal furore arrogante? dallo scempio, dall’orrore dei pianti immacolati ;  la quiete, fra le ombre si insinuava la bestemmia irreparabile, la quiete –
Ingrind : Ho pensato per un attimo che tu mi avessi scordata, la mia anima persa nel dubbio era completamente incapace di giustificare o forse la mia mente é inadatta al dolore.
Hanna: Riportami in quel giaciglio di fiori d’arancio dove é nato il nostro amore, ricordami che siamo caduti per caso e mai più, mai più ci indurranno in tentazione!
Ingrind : Vorrei sentire le tue labbra ancora contro le mie per il tempo di una vita, addizionarsi al sapore familiare della tua saliva, al profumo del tuo corpo al dilatarsi ritmato delle tue narici, sconvolgere la quiete di questa stanza e impregnarla di gemiti ed odori primitivi.
Hanna: Io so del tuo amore, ne riconosco il nome e la forza rigeneratrice, conosco il tuo essere, perché ne faccio parte io stessa, é sconvolta l’anima mia, in perdizione.
 -Ingenuamente protesa verso l’istinto sensoriale, una delle donne porse il calice del piacere alla bocca dell’altra, che insistentemente la dilettò con giochi orali, accarezzando il suo con delicatezza femminile-
Ingrind: In un’altra vita, ero un pittore!
Hanna: Ed io la tua tela!
Ingrin :”Non ridere di me!
Hanna : Scusa!
Ingrind: Trascendere dal reale o presupposto tale, innamorarsi di se stessi, ecco il primo passo verso il nirvana! Ma la coscienza é reale? La vita é sogno! Di cosa abbiamo coscienza? Nascere e morire, la realtà é
un’equazione così elementare da inibire l’esistenza stessa: siamo naufraghi, senza principio ne fine!
Hanna :Siamo sempre le solite ricercatrici di verità, come se alle questioni corrispondesse sempre una risposta. La filosofia dovrebbe elucidare certi concetti primordiali, renderne trasparente l’essenza stessa ma in realtà non é riuscita à rimpiazzare nemmeno la più bassa e inconcludente delle espressioni religiose .
Ingrind: La verità é davanti ai nostri occhi, così ben mascherata da non vederla, così evidente da negarla, inconfutabile e inaccettabile per questo mondo! –
La notte si impossessò dei pensieri detti e di quelli immaginati , sfiorò con alcuni lampi di luna, i corpi delle due donne  ancora nude e distese, quasi a reclamare una parte di verità o ad insinuarne il riposo. Si sciolse l’elettrico germoglio del piacere conversativo, con certezze nuove ed antichi dubbi. La consapevolezza dell’essere, l’appartenenza cosmica a questo inevitabile ciclo di vite.
                           
  
                          Quarto Dialogo
Reincarnazioni
Ci sono dei luoghi nella memoria, dove non vogliamo mai andare, dove il tempo ha innalzato un muro.
Ricordi, emozioni interotte da eventi grossolani.L’età della saggezza o delle confessioni, che muta gli stati d’animo del pensiero e si racconta senza affabulare, certi eventi silenziosi, quasi innaturali, sostanze sottili che
attraversano l’anima senza lasciare tracce visibili ma che praticano solchi invalicabili nelle esistenze –
Musicante: Ho sempre creduto che il mondo appartenesse a dio, fin da bambino ringraziavo il signore per ogni attimo, per ogni momento della mia esistenza! Posso immaginare che mi consideriate un ingenuo, il mio é un atto di devozione!
Hanna: Ti ricordi di quando cacciavi nella foresta? Nudo cercavi la preda innocente che avrebbe calmato la tua angoscia corporale! Quando vagavi in un campo di battaglia ed eri tu la preda? Eri sposa diletta di maschio padrone! Schiavo di mercenari, prete e puttana!
Josef: Immagino che tu voglia parlare di reincarnazione, questa nuova correnti indiane,  lo fai molto bene, ma quali prove ci sono in appoggio  a questa affascinante e inverosimile teoria?
Hanna: Vogliamo discutere della verginità della madonna?
Musicante:  Si tratta di immagini puramente simboliche!
Nelle dottrine orientali , un posto importante é dato nel simbolismo ascetico, all’immagine della madre. L’evidenza della vita data dall’elemento femminile, fornisce chiari
spunti anche all’adorazione cattolica della vergine Maria.
Hanna: Vediamo di definire un punto: la reincarnazione come opportunità eterna e perpetuale o la punizione che apre le porte della comprensione? Io sostengo la seconda ipotesi! L’infame tentazione carnale é difficile da vincere.
Josef: L’alba che insegue il tramondo, gli astri che sorvolano il cielo…vogliamo passare a  tavola?
Un’atmosfera irreale impregnava l’aria della sera, le cose dette e quelle solo pensate, assumevano un ruolo indefinibile per il proseguo della conversazione, solo Ingrind prese la parola con coraggio e ferma convinzione.
Ingrind: Un frammento della sfinge! Sembra che abbia virtù medianiche.L’hanno esposto a Londra.
Anna: Il fascino mediorientale o lo splendore colonizzatore di sua maestà la regina?
Osiride o la sua reincarnazione?
Musicante : L’idea della reincarnazione andrebbe rivista in chiave simboolica, l’alternativa conciliante e permissiva alla più ferrea e disciplinata teoria dell’inferno e paradiso…
Josef: A cui abbiamo aggiunto con providenziale opportunismo il conciliante “purgatorio”
Musicante: Noi cattolici dobbiamo pensare al valore dell’anima sulla carne…
Josef: Ma quale diabolico dio! Quale…..avrebbe creato degli esseri di carne e sangue per poi privarli delle consequenze indotte dalla natura stessa?
La verità é che abbiamo bisogno di un sostegno per sopportare questa vita totalmente inutile e senza senso!
Ingrind: La cacciagione é ottima in questo periodo, non sembra anche a te Anna?
Hanna: Certo! La compagnia adorabile ed il vino eccellente!
Musicante: Brindo alla bellezza delle nostre donne! Ed alla patria, possa dio proteggere questo pezzo di terra !
Josef: E sopratutto gli amici più cari che rendono il mio vivere superfluo, piu dolce e meno crudele-
1 settembre 1939 alle ore 10.00 – l’ armata tedesca di Hitler stava già dilagando in Polonia e gli aerei bombardando le città polacche.
Nella stanza del riposo, Ingrind  appoggiò la tazza di the sulla scrivania, e socchiuse gli occhi come ad aspettare una carezza o un soffio di vita.Hanna raccolse i capelli di lei con le due mani, poi si mise a pettinarli; ridendo prese la tazza di the per sorseggiarne alcune gocce, poi si portò sulle labbra di Ingrind lasciandole assaporare il caldo germoglio –
Hanna: Per quale strada potremmo perderci, senza essere visti ne ricordati, quale alchimia potrebbe disperderci con le foglie d’autunno, per non vedere il sangue nelle strade, il terrore negli occhi dei bambini; come posso annullare questo stato di cose che non mi appartiene, che non ci appartiene.
Ingrind: Le cose vanno sempre come devono andare, io non vivo cosi per vivere, ed anche tu; abbiamo altre esistenze, sono sicura…l’amore é un sentimento di conforto, questo tratto di vita é un leggero passaggio;
inespiegabile sentenze ci condannano a questa o ad un’altra vita, siamo prigioniere, schiave, e non abbiamo soluzioni.
Hanna : Quali errori e quali peccati abbiamo dunque commesso per meritare questo? Quale dio può permettere questo scempio?
Ingrind: Il dio degli uomini, é fatto di carne e di materia celebrale, é subdolo, irrascibile, assassino…é pieno d’amore per i suoi figli prediletti.
Hanna : Nel 735 abitavo a Siracusa , mio padre era pescatore ed io…filavo la lana, mia madre accendeva il fuoco ed osservavo i suoi movimenti come ipnotizzata, la sera pulivo per terra prima di andare a dormire , dovevo avere 13 o 14 anni ed ero carne da marito. Mia madre mi proteggeve dagli assalti dei pretendenti, erano per lo piu pescatori ed amici di mio padre.
La notte non dormivo, non dormivo ed osservavo la luna.
Perché sono cosciente di questo? Sai dirmi perché i ricordi mi divorano?
Poi venne un uomo aveva la stessa età di mio padre, li vedevo discutere  ed andai a nascondermi non so piu dove, mi ricordo di un buio profondo cosi nero da non poterlo immagginare ed il pianto di mia madre , perché piangeva mia madre? – Non l’ho piu rivista ne lei ne mio padre ne quell’uomo, sai dirmi perché?
Perché sono cosciente di questo?
Ingrind: Ascolta le indicazioni del cuore! Quando il cervello smette di analizzare l’anima si sveglia, lo stesso principio che si attua in meditazione – Adesso dimmi perché soffri?
Hanna: Non lo vedi? Quanto sangue é colpa mia ? anche tu pensi sia colpa mia?
Ingrind : No! Io no.
Hanna : Non lo vedi? Questa trasmigrazione di anime verso sud? Perché sono rimasta  in questo paese?
Ingrind :Forse avevi ancora qualche cosa da fare.
Hanna : Io non voglio tutti i dolori del mondo, sono stanca vorrei privarmi di questa memoria infinita, vivere nel presente .
Ingrind : il presente é illusorio viviamo nell’attesa, di un evento o di una tragedia.
Hanna: Come posso salvarmi, come ci salveremo? –
Ingrind  appoggiò le mani sulla testa di Hanna, poi accarezzò i capelli d’oro di lei, che chinò il capo, in segno di devozione.
L’aria si caricò di sensuale dolcezza, un velo di di nebbia sembrò invadere la stanza come per proteggere le due donne dalla luce del giorno. Hanna schiuse le labbra cercando il caldo alito di Ingrind, la sua lingua si posò sul suo seno quasi adolescenziale ed inseguì  con sicurezza la linea invisibile dei chakra fino ad osservare compiaciuta, l’umido riflesso del piacere, fra le sue dita, sulle labbra, si congiunse il pianto liberatorio dell’una ed il  ritmico sussulto dell’altra 
Le anime trovano sempre rifugio nel gioco della vita, dimentiche del reale, inconsapevoli del vissuto, senza redenzione alcuna.
Il 5 settembre 1939 – la Polonia dopo appena quattro giorni dall’invasione già agonizza. Gli aerei tedeschi sganciano bombe sulle maggiori città polacche seminando morte e distruzione.
Solo Varsavia resiste ancora, e dalla sua radio vengono diffusi al mondo intero i disperati continui e martellanti appelli, inframmezzati dalle famose gravose note della Polacca di Chopin.
“ Tu movi Warzawa, serce narodu,tu movi Warzawa, s toba zwyciestwo albo smierc”.(Qui parla Varsavia, il cuore del popolo, qui parla Varsavia, con te la vittoria oppure la morte).
Il 28 settembre 1939 la campagna polacca di Hitler é praticamente conclusa. Varsavia capitola dopo un accerchiamento a tenaglia durato dieci giorni; le truppe d’occupazione nella città mezza distrutta fanno razzia.
Una guerra breve quella della Polonia che ha però pagato in 17 giorni un alto tributo di sangue.60.000 i morti, 135.000 i feriti, 500.000 dispersi,700.000 prigionieri internati nei campi di concentramento che nascevano a Treblinka, Auschwitz, Maidanek e in altre località.
In seguito, nel corso di cinque anni di guerra, ci finirono dentro sei milioni di individui, con le deportazioni di civili e militari di altre nazioni, e sopratutto quelli di stirpe ebraica di cui tre milioni di origine polacca, fra questi, dati per dispersi alla fine della guerra:
Hanna Malowska, Ingrind Swierkos, Josef Lepecki e
Bohdan Gombrowicz ( detto il musicante).


Poesie e parole
“L’unica soluzione per non riprodurre la legge del karma e` non provocarla”
   



Mediterranea
Prima che il tempo
 inghiotta quest’ultimo barlume di lucido pensiero
rimetti il dolore al suo stadio iniziale
ed incrocia ( con fare indifferente ) le gambe in segno di distenzione.
Adesso
 una vaga atmosfera mediterranea invade l’aria con canti
Stridule  voci
 sommerse dal vai e vieni marino
 sonorità mediorientali
 dove cuscini e fumi speziati
  languiscono i cuori
 disperati e vagabondi


A Slava
Raggi di sole riflettono come specchi
 le luci dei tuoi giorni felici in altre latidutini
 ricordi di feste balkane
 leggerezza dell’anima
 che spoglia
 si diletta con innocenti giuochi incantatori
Viaggio astrale
Rifarò un passo indietro nel tempo
 per ricordarmi di quando ero cosciente
La mia mente
 governava altre parti dell’universo
 ed il corpo aleatorio, non emanava sensazioni di alcun tipo
Tu eri bellissima
 vibrazione pura
 luce splendente
 io praticavo l’arte del pensiero
Ora i cicli dell’universo
 regolano il mio cammino verso altre direzioni
ogni tanto sento passare il battito fervente dell’amore ricordo di altre vite
 meno nobili e senza apparente senso.
Silenzio illusorio
Silenzio!
L’alba governa il tramonto
 sono attratto dai movimenti celesti
 e pratico l’arte del dissenso
 in estate come in inverno
 mi bagno al mare ma sogno le distese di ghiaccio del nord ai confini dell’immaginario e del logico
 Silenzio!
Il vuoto sovrasta la materia
 e la notte il giorno
 o all’incontrario
Regalami un sentimento  di uguaglianza
 per poter identificare  il mio modo di essere schiavo
 dei sentimenti schiavo
 di te schiavo
 di questa vita
 Silenzio!
 Ma cantami ancora
che dell’illusorio non sono ancora sazio
Considerazione
Sono sempre piu affascinato dagli sforzi sovrumani  praticati dai sacerdoti di tutte le religioni  per convingerci dell’esistenza di dio. Solo per questa incredibile devozione meriterebbero la vita eterna, equivalente per i  mistici all’oscar  per il cinema o al nobel per la letteratura.
Luoghi comuni
Non sono sicuro di niente e sono triste
 le certezze sono schiave dell’imbecillità
 di questo mi rallegro
 poi penso che non sono sicuro che sia cosi
 forse non é cosi e allora nell’incertezza mi astengo
Mi astengo dai luoghi comuni
 dalle cose dette e quelle scritte
dai dogmi
 dai peccati
 mi astengo anche dai peccatori
 dai saggi
 dagl’incoscienti
 mi astengo semplicemente e banalmente
 tanto banalmente dall’astenermi dalla banalità
 dallo scrivere
dal compiacersi di questo
  mi astengo dal vivere e di te mi astengo
 perché non amo e non ho mai amato se non per passione o per desiderio di possesso e dell’astenzione mi compiaccio.
L’amante
Non mutare mai ti prego il tuo sorriso in pianto
 non deludermi anche tu
 non mi rattristare
Proteggi la tua bellezza
 il tuo canto
 la tua splendente chioma
  perfezione suprema
 carne da letto
abbagliante visione
 non tradirmi come il tempo mi tradì
 Proteggi dalle intemperie le tue ciglia colorate di rimmel
 la tua voce soave
 che scandisce i ritmi vellutati dell’amplesso
 Difenditi dal vento che scompiglia i tuoi capelli
e dal sole che brucia la tua pelle ora cosi delicata
 dipingi di rosso fuoco le tue labbra per il mio piacere cospargi il tuo corpo di oli essenziali
di profumi d’oriente
 e non mi lasciare
 non  mi tradire
 non mi deludere
 non mi ammazzare
 non invecchiare.
Sensuale risveglio
Hai sciolto i tuoi capelli rosso rame con consueta raffinatezza
Immergendo l’indice nella saliva dolciastra
Cospargi l’incatesimo sul seno
Racchiudendo il dolore nell’orgasmo
Nell’impeto
La trascuratezza del volgare appare
Eccomi nudo nel tuo letto a odorare il sudore dell’amplesso consumato
Mani tremanti mi guidano
Cerco le labbra tue e mi astengo da ogni commento
Nel silenzio invado la dimensione del sublime
L’atto primordiale
L’abdicazione del pensiero
L’essenza dell’esistere
Il furore della carne
Tutto si consuma e si reincarna
Don Giovanni
Ricordami le carezze lacerate dall’inganno
Perverso e sottile il sonno
Invade con voce alta la notte
Che fugge smemorata verso il giorno
Che ride e si consola
Mentre le labbra tue innocenti
Accettano l’ultima bugia
Prima di svegliarmi ti faro` l’amore e dopo ti cacciero`
Perche` non so stare senza dolore
senza paura
senza perdono
non so tenere piu di un giorno con questo amore
Considerazione
Lo sai da quale guerra siamo scampati, da quale morte, da quale dolore, lo sai?
Perché allora mi chiedi dove vado?
Passaggio inconsueto
Ricordo la tua personalitа, fascinato e ammirativo
La latidutine delle tue vibrazioni nascoste in zone represse
lontana dalle usuali rotte  terrene
ed Io
a cercarle in te
ricettacolo cosmico
Considerazione
Sono sempre stato immune da dio, fin dai tempi di Prevért, e lo sono ancora di più dopo Cioran, Komeini e Benedetto XVI.
Nella notte
Nella  notte lo spiraglio della finestra invade la stamza con lampi
Tu accenni un sorriso
 ed io osservo perplesso l’imperferzione del creato
nei tuoi occhi
Sorseggio una tazza di the
 appoggiato ad un cuscino
 il 4 giugno del 2006
 mentre m’invento un’altra ragione per vivere.
L’incoscienza
Perfetta sintesi, fra il bene ed il male: l’inconscienza, l’arma più efficace per attraversare indenni questa vita senza danni karmaci  ne gioiose invenzioni corporali. Senza coscienza, puro stato vegetativo. Invidio le larve ed e i pesci, i militari ed i sacerdoti, i politici e gli assassini, l’acqua e la fontana, la giovinezza esaltata,  ed appartengo alla specie, per  pura fatalità ,  per inganno divino, declinazione celeste.
 
Considerazione
                                               
Ci sono dei principi di cui bisogna tener  conto per vivere ed altri che non bisogna praticare. Per renderla più interessante ( la vita) basta invertire le due posizioni.
Nascere
Nascere é cadere nell’inganno
perseverare nella menzogna
 cedere alla tentazione
 coprirsi di  vergogna
 l’infame peccato che non si puo cancellare
Nascere è perdere tutto.
Considerazione
Dopo aver letto con sufficiente attenzione la bibbia cristiana ed il corano mussulmano, ho acquisito   la certezza propria dei credenti  secondo i quali  questi siano libri ispirati da dio, infatti  anche dopo attenta e accurata lettura , non vi si trova alcuna traccia d’intelligenza umana!
Considerazione
Se dio esistesse? Noi no!
Considerazione
Non tralasciando nessuno fra i pensatori antichi e contemporanei ho dovuto nutrire il mio spirito con la saggezza popolare, ed per questo che mi sento molto più vicino ai pescatori di pesci che hai pescatori di anime.
Considerazione
Se noi esistiamo? Dio no!
Considerazione
Non potendo attribuire a dio la creazione di serpenti, scorpioni , malaria lebbra ed altri devastanti flagelli, ecco che l’idea del diavolo non fa una grinza!
Considerazione
La contemporanea esistenza di noi e dio, e talmente incompatibile da
rendere necessaria una religione.
Rivelazioni
Ero solo
 le tue mani il solo contatto che bramavo
La notte era senza scampo
 il fiato tuo sul collo
i processi istintivi e quelli evocativi,
 l’immagine  di un santo
 le virtu della sfinge
 i poteri della mente
dell’amore
 io ti amo ed ho il coraggio di dirlo
 non ho il coraggio di non dirlo
 ho freddo, fame o forse sonno
 o forse sogno
 Ecco quello che appare e quello che si vede
forse ti raccontero` di me un giorno,  quando  avro` smesso di morire.
Nascita di Hatos
Nell’universo
 mai vidi
 fuochi brillanti e laceranti espandere colori
 stelle e macchie di voragini arginate da polvere di lune
 capelli di oro scolpiti nel cuore
 io naufrago o vigliacco
il tempo senza tregua
  su quello che fu
 e l’anima mia guerriera che vaga e si accende
 in moltitudini di galassie che stelle accendono
  Io mi guardo volteggiare senza peso
 a governare
l’universo
Nel dolore della nascita
E poi il giorno
dopo il pianto dei bambini
i tuoi occhi
 il giorno
Le cose che ho viste
 se tu sapessi le cose che ho perso
 Ho chiesto di andare di non tornare
 che il sonno mi prenda o ci prenda se mi ami
 Ti portero` su una stella
 o in una cattedrale
  nel freddo dei marmi
 o nella rinascita del settimo ciclo del nostro sistema astrale.
Amore terreno
Non ti svegliare amore mio
 adesso o domani e lo stesso
 il tempo e la notte sono un’invenzione
 il tuo viso disegnato
 racchiuso nel  corpo sottile
 e` l’immagine dei sensi
 Hai bisogno
 dimmi che ne hai bisogno
 fammi partire e rivenire
 poi disprezzami e amami
 racchiudemi in questo scrigno
 governato dalla materia
 perche` io me ne andro` quando tutto sara perfetto
Il Poeta
Era un bretone che tornava al paese natio
Il vento schiaffeggiava gli alberi con insolenza
Il poeta spargeva lacrime e fiori su giacigli celesti
L’aquila volava alta fra i monti ed il pastore ne untuiva le traettorie
La nebbia
Si infiltrava lesta fra i vicoli del paese
L’uomo si sporse dal balcone ed ad ammaliarlo si mise luna
Il fruscio delle piante sul davanzale copriva il rumore dei passi
La donna socchiuse gli occhi ed il poeta si inginocchio` sul letto del fiume aspettando la piena.
.  
Un jour d’Automne
Je suis parti un jour d’automne
 et je laisse tes yeux crier
 je laisse te main parler
 ta bouche fermée
 Je suis partie un jour d’automne
 et je ne sais pas pourquoi
 je ne sais pas pour qui
 Je me souviens de un train
 je me souviens de un rêve
 de toi je me souviens a peine
 J’ai regardé la lune
 j’ai touché ta main et ton visage
 j’ai farfouillai des mots
puis je glisse dans la nuit avec mon désespoir
 Il était un jour d’automne sans plus retour
 j’avais les mains tremblantes et je caressée tes seins
 je me souviens tes seins
 de toi je me souviens à peine
 Tu ne me pardonneras jamais le sais
 toi nés me oublierais jamais le sais
 car  j’ai touché tes mains et ton visage
 et puis je me suis perdu dans la nuit  avec mon désespoir.
Un giorno d’Autunno
Sono partito un giorno d’autunno
 ed ho lasciato i tuoi occhi gridare
 le tue mani parlare
 la tua bocca chiusa
 Sono partito un giorno d’autunno e non so perche`
non so per chi
 Mi ricordo un treno
 e mi ricordo un sogno
 di te mi ricordo appena
 Ho guardato la luna
 ho toccato la tua mano ed il tuo viso
 ho bisbigliato qualche cosa
 e poi sono scivolato nella notte con la mia disperazione
 Era un giorno d’autunno senza piu` ritorno
 avevo le mani tremanti ed accarezzavo i tuoi seni
 mi ricordo i tuoi seni
di te mi ricordo appena
Tu non mi perdonerai mai lo so
 tu non mi dimenticherai mai lo so
 perche` ho toccato le tue mani ed il tuo viso
 e poi mi sono perduto nella notte
 con la mia disperazione.
Amore Eterno
Forse in un altro mondo
 in un’altra galassia
 io ti ritrovero`
Perduta come chi ama e si dispera
 o come chi non sa piangere o non sa tornare
 Forse in un altro cielo o un’altra dimensione
 io ti ritrovero`
 e sapro` riconoscerti come tu lo saprai
 .Forse sara` domani
 o forse sara` alla fine del tempo
 quando tu ritornerai
 ti offriro` da bere e  ti accompagnero` alla porta
 e tu ritornerai
 Vivremo altre stagioni felici o meno liete
 prima che  l’oblio ci prenda
e poi ci lasci
 per ricongiungerci  ancora.
Considerazione
La prima cosa che ci attira in una donna sono gli occhi, ecco perche`
ci affrettiamo subito ad individuarne una seconda
Movimenti
Ero fermo
seduto su di un tappeto persiano
le gambe
incrociate
nella classica posizione del loto
ad ascoltare (stato di pura vibrazione)
movimenti impercettibili all’occhio
 la sostanza acquisita è momentanea
 vivere è imperdonabile!
A toi
A toi que je ne jamais oubliée, à toi
A toi que me parlée dans le cœur, à toi
A toi si un jour…, à toi
A toi si dieu existe…, à toi
A toi mon amour, au revoir
A te
A te che non ho mai dimendicato, a te
A te che parlavi dentro al cuore, a te
A te se un giorno…, a te
A te se dio esiste…, a te
A te amore mio, arrivederci
A dream
I like you have a dream also, I have a dream
Day after day, life after life
My spirit expands itself till to get confused with oxygen, the water and the metals, then, to dissolve till to become nothing.
Un  sogno
Ho un sogno anche  io come te, ho un sogno
Giorno dopo giorno, vita dopo vita, il mio spirito si espanda fino a confondersi con l’ossigeno, con l’acqua e con i metalli per poi dissolversi, ridursi, fino a diventare niente.
L’onore
Gli alberi si muovevano appena
 al soffio leggero del vento
Il caldo delle giornate
 immersi nella preghiera
 sottostando a riti pagani
a dei senza voce e spogli
I mantra recitati per abbassare la soglia del cosciente
I cicli interminabili di veglie
 le acque del Gange
La ricerca perpetuale
 e i volti senza espressione di vecchi guru
Un uomo di Calcutta mi diceva ogni volta che mi incontrava
” Non c’e in questo mondo che una sola cosa che conta : l’onore!’
Il giusto senso
Il senso delle strofe
Il volo geometrico dell’aquilone
La mano del poeta
Il verso del reverso
L’esaltazione dei sensi
Il monoteismo
L’astrattismo
L’ateismo
L’estetico cubismo di Guilleme Apollinaire
Nel letto
Nella notte sguardi mutilati dalla ricerca possessiva
Abbracci teneri e risi feroci
Qualche carezza
Manie depressive
Miserabili accuse
Ritratti sommersi
Inequivocabili sogni
Sudori di corpi
Ritorno alla notte
Morte passeggera
Lasciami morire ancora una volta e un’altra volta qui
Io sono di passaggio e non certamente tu
Piegare la mia schiena
e rivestirmi di candore
Attraversare il mare con rapidi pensieri
Con ferme mani che trascendono dal volere
Lasciami morire ancora un giorno e un’altro giorno qui
I fiori sono intensi nei profumi solo poche ore
Stelle appagano desideri cadenti e decadenti
Immutabile il tuo sguardo mi protegge e mi inganna
Tutto cio` che e` stato
Il pensiero di non rivederti mi sconvolge
La tentazione
L’infame tentazione mi fa ritornare ancora e  un’altra volta qui
Mamma
Ciao Ma
Eravamo giovani
Ciao Ma
Cantavi lavando i panni, nel cortile, sotto la pioggia
Ciao Ma
Di notte i temporali
Ciao Ma
Mi toglievi il malocchio con il piatto sulla testa e l’olio
Ciao Ma
Sono sempre solo
Ciao Ma
Non ti ho mai detto ti amo e nessuno dei tuoi figli mai
Ciao Ma
Ci potrai perdonare?
Ciao Ma
Io ti aspettavo a sera
Ciao Ma
Nei pomeriggi senza scuola, restavo nel cortile a parlare alle formiche
Ciao Ma
Non ti posso piu` parlare
Ciao Ma
Mourir et naitre  sont les seules choses réelles dans ce monde,
tout le reste est rêve, vulgaire et inutile
Ciao Ma
Ciao Ma
Ciao Ma
Se un giorno
Se un giorno qualunque
 ti ricorderai di me e mi cercherai
 sappi che io ti ascolto
ti seguiro` nel tuo farneticare
 nel tuo ridere ed amare
 ti parlero` nel cuore
 e tu mi sentirai vicino come forse mai
 e ti rattristera` la mia
lontananza
 Se un giorno capirai di cosa ti parlavo
 o intuirai le mie
assenze
 e solo per caso una farfalla si posera` sulla tua spalla
un
temporale fuori dalla finestra,
il perpetuo rito primordiale
 ricorderai del
tempo in cui tutto era pura possibilita`
Considerazione
Pensare che tutto il genere umano discenda da una sola primaria
coppia e` un atto di pura follia.
Il nostro cervello sarebbe disposto ad inventarsi qualsiasi cosa pur
di rispondere ad una domanda che non ha risposta.
Movimenti
Ecco che la marea sale ed oscillando la barca si contorce fra le grida de
pescatori
Io osservo  solcare le onde  pinne di prede senza scampo
la mia vita e` ora nelle tue mani,  nelle tue mani sta scivolando la mia
vita
Vedo il movimento delle masse salire dal sud e medio oriente alla
ricerca di una speranza
Il popolo annuisce o si sorprende
L’etica universale ci sfugge e d’istinto si alzano barriere
Da nord verso  est e verso ovest la gente si contorce fra le grida dei
governanti
Io osservo cavalcare il serpente orde di eretici incoscienti
La mia vita e` ormai nelle tue mani, nelle tue mani sta scivolando la mia
vita
Considerazione
Il fine non giustifica i mezzi
sono i mezzi che lo giustificano!
L’artista
Lo sguardo fisso sulla tela bianca  cercando uno schema o una traettoria
la mano ferma mi inganna il vuoto mi sopprende solo ad indagare sul
mio percorso interiore, sul mio falso talento
Avrei voglia di sbeffeggiarmi ed incidere col coltello sui fianchi
immacolati della bianca segni irriverenti, per sconfiggere questo senso
del fare, del creare, del punire i sensi infliggendosi acrobazie artistiche
oscillanti tra il ridicolo ed il vano fra il misero ed il pretenzioso
Accorgermi di non avere nessun potere sulla materia ne sul dovinare e
sono carne da putrefazione allo stesso modo dei cani ed allo stesso modo
m’inchino aspettando acqua da bere
Cosi`
Cosi`, osservando la linea dell’orizzonte cavalcare il mare e impreziosire
i riflessi dorati
Dalla stanza e dal balcone vedo passeggiare amanti senza tempo
I rumore della gente
Il ritmo delle onde
L’odore che fa il vento di scogliera
Cosi`, lasciando andare la voce ad un lieve canto
accarezzando le note con la lingua e la saliva
immergersi nell’angoscia di chi indovina il finale
di chi aspetta con pazienza
Cosi`, ad uno ad uno vederli passare
I giorni del lieto vivere e del sereno andare
Accogersi che e` stato tutto vano e che non c’e` rimedio alcuno
che il vento dal balcone sta scompigliando i tuoi capelli
che gli amanti diventano ricordi
che il ritmo delle onde e` solo un invenzione
che il tuo amore non era amore
che le mie mani non hanno saputo dare
che solo l’orizzonte puo` cavalcare il mare
Addio alla vita
Addio mia bellissima, addio
ora canti struggenti accompagnono il mio passo lento e senza direzione
addio mio dolce amore, addio
i sensi mi tengono schiavo e legato a te
addio mio cuore, furente e sensa senso
Come acqua da bere mi adagio nel tuo corpo
e scappo consapevole del nulla mi risveglio
Addio mia amata, addio
non tollerare pianti alcuni ne penose cerimonie ma al mio nome brinda tutta la notte, che la fenice nasce e poi risorge dalle sue ceneri, un altro tempo ed altri tempi ancora
Qui
Qui dove tutto appare e scompare mi astengo dal pensare
rinnego i miei vanti,i ricordi,gli amici piu cari, le teorie Freudiane e gli oracoli buddisti
Qui dove tutto si collega e si distanzia, la ragione prende il volo astratto di una cadente cometa, la musica si inchina al suo pianista ed il pensiero corre veloce alla sua fonte
Qui dove tutto appare e si propone, io mi sento solo, cosi solo da ridere sommerso delle mie stesse menzogne, cosi solo da non ricordare i lineamenti del mio viso,la struttura delle mie ginocchia e faccio fatica a parlarmi
Qui con l’oceano che ci divide ed i telefoni che ci tradiscono ti vorrei parlare,dirti come e quante volte ho sbagliato, farmi perdonare, risentire la tua voce e spiegarti come ti sentirai quando  non ricorderai piu i lineamenti del tuo viso, la struttura delle tue ginocchia  e farai fatica a parlarti.
Ici
Ici mon amour, le temps s’est arrêté  ici entre tes mains et sur ta bouche
Ici mon douleur, la nuit a gagné son pari et toi tu  me regarde et me vois partir pour la dernière fois
Si j’aurai  de la chance je ne reviendrai jamais plus
Si j’aurai la chance je te regarderai pleurer sur mon dos, à la sortie du théâtre ou a  place de la concorde dans ce vieux bistrot devant un verre de blanc a rire et à jouir de rien et pour rien
Je t’aime encore et encore et encore et les mots, comment oublier les mots
Ici mon amour touche mais mans, je n’oublierai jamais mon passage
a ce monde, je nés te oublierai jamais.
Qui amore mio, il tempo si ferma qui fra le tue mani e sulla tua bocca
Qui amore mio. la notte a vinto la sua scommessa e tu mi guardi e mi vedi partire per l’ultima volta
Se avro` fortuna non ritornero` mai piu
Se avro fortuna ti guardero` pianger e sulla mia schiena, all’uscita del teatro o a Place de la concorde in quel vecchio bistrot davanti ad un bicchiere di bianco a ridere di niente e per niente
Ti amo ancora e ancora e ancora e le parole, come dimenticare le parole
Qui amore mio, tocca le mie mani, non dimentichero` mai il mio passaggio in questo mondo, non ti  dimentichero` mai


Intervista a F Guzzardi
Scrittore autodidatta.
Propone il suo primo libro. 
Il quaderno della fenice nasce da una serie di riflessioni su dei temi a carattere filosofico impregnati di figure esoteriche.
Una serie di dialoghi sull’esistenza interotti da alcuni accenni storici .
Poesie e riflessioni sulle consequenze delle azioni sul karma
D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura
R) Sono un tranquillo quarantaseienne, curioso ma non innamorato della vita.
Ho iniziato a scrivere per raccontare a me stesso concetti che altri non vogliono ascoltare e visto che parlarmi era abbastanza noioso, ho iniziato a scrivermi.
D) Qual è stato il suo percorso di studi?
R) Non c’è mai stato o meglio si è interrotto assai precocemente. Sono un autodidatta, non sono riuscito a finire la quinta elementare, il mio maestro fumava troppo e mi annoiava il suo guardare l’orologio aspettando la fine delle lezioni.
D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?
R) Ho risposto prima ed ho sicuramente frainteso la domanda, chiedo scusa.
D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?
R) Una sorta di psicoterapia, gli artisti in generale sono dei psicopatici che diventati famosi si chiamano scrittori, musicisti, pittori etc. altrimenti siamo solo psicopatici.
D) Quali sono i suoi libri del cuore?
R) Alcuni libri di poesie fra cui Prevert e Neruda e Cioran di cui condivido certi concetti legati a dio ed alla vita.
D) E quelli che non leggerebbe mai?
R) Sicuramente Gomorra.
D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?
R) » La vie des maîtres « un vecchio libro datato 1950, del genere cosi detto « esoterico ».
D) E quello che meno le è piaciuto?
R) La Bibbia, vecchio e nuovo testamento. Un successo commerciale del tutto ingiustificato.
D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?
R) Sono nato in Sicilia anche se sono andato via molto tempo fa, adoro questa terra, un poco meno i miei conterranei.
D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?
R) Non conosco molto dell’editoria italiana, non ho opinioni al riguardo.
D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?
R) Anche per questa domanda non ho opinione, conosco meglio il panorama culturale francese, avendo vissuto per molto tempo fra la Francia e la Svizzera e quello americano.
D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?
R)  Quasi per caso e grazie ad Amazon
D) Cinema: qual è il suo film preferito?
R) Per restare in Italia ho molto apprezzato “Il postino” con Massimo Troisi.
D) Musica: la canzone del cuore?
R) Non basterebbe un solo cuore per contenerle tutte e vanno da Bob Dylan a Claudio Lolli.
D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?
R) No
D) Ritiene siano utili?
R) Penso di si
D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?
R) Per uno come me, che scrive d’istinto e senza alcuna tecnica narrativa, penso che sia assai complesso: rendere visibili le immagini che sono proiettate nel mio cervello e trasmettere le emozioni che sono solo mie e forse non condividibili.
D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?
R) Su computer, di giorno e di notte, in solitudine, fumando un sigaro ( qualche volta).
D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro?
R) L’idea è nata come un specie di giuoco in cui io stesso rispondo alle mie domande su temi per certi versi esistenziali.
D) Cosa significa per lei raccontare una storia?
R) Lo stesso significato che ha una sequenza di psicoanalisi, solo che costa meno.
 D) Come ha scelto il titolo del suo libro ?
R)La fenice e`un’animale mitologico che muore e rinasce dalle proprie ceneri e questo somiglia al tema di questo libro.  .
D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?
R)  Due anni ma solo per una questione du pigrizia
D) Ha vinto premi letterari?
R) no
D) Crede nei premi letterari
R) no
D) Ha altri progetti in cantiere?
R) Si ma ne parliamo un’altra volta
Giovanni Lattanzi per libri & scrittoriil 4 gennaio 2009. Tematica: estero, Interviste.